Si vitam inspicias hominum, si denique mores, cum culpant alios: nemo sine crimine vivit. 

                   

07.11.2012 Quesito Si chiede se in ambito di attività commerciale - con ristorante, bar etc.- per l' apertura di una piscina con capienza max 200 persone è sufficiente una SCIA, oppure è necessaria anche la licenza di cui ai sensi art. 86 TULPS. Risposta In ordine al quesito occorre precisare compiutamente la tipologia di attività che andrà a svolgersi in tale piscina, perché l’autorizzazione sarà rilasciata in ordine all’impiego della struttura. Riteniamo necessario meglio precisare tale concetto, verificando l’uso al quale la struttura sarà destinata. La piscina, con una o più vasche, può essere destinata al pubblico per attività di nuoto, per addestramento all’attività natatoria, per gare agonistiche, per attività ricreativa, per la balneazione. Tale premessa è indispensabile per individuare la tipologia di autorizzazione per l’attività in esame. - 1^ ipotesi: "Piscina destinata ad attività di trattenimento o svago, con accesso al pubblico in modo indiscriminato, con o senza pagamento di un corrispettivo, con finalità imprenditoriale". Per detta fattispecie si ritiene che l’attività debba essere soggetta a licenze di P. S. ex art. 86 e art. 68 Tulps, previa verifica delle condizioni di agibilità e sicurezza ex art. 80 Tulps. Tanto perché oltre all’attività natatoria, viene esercitata anche attività di intrattenimento o svago. In tal caso, necessita altresì accertare che siano rispettate tutte le condizioni di sicurezza ed incolumità per gli utenti mediante verifica della Commissione di Vigilanza (comunale o provinciale in ordine alla capienza di pubblico), ovvero, per gli impianti con capienza complessiva fino a 200 persone, alla certificazione di tecnico abilitato che attesti la rispondenza dell’impianto alle norme tecniche stabilite dal Ministero dell’Interno (art. 141 Reg. esecuzione Tulps). Peraltro, in merito, il Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza – con circolare n. 559/c del 28.11.1994, aveva ribadito che le piscine natatorie sono assoggettate alla predetta verifica quando queste sono aperte al pubblico con accesso indiscriminato di persone, anche indipendentemente dal pagamento di un biglietto di ingresso. - 2^ ipotesi: "Piscina destinata ad attività di apprendimento del nuoto, all’attività sportiva - formativa, non aperte ad un pubblico indiscriminato, di natura squisitamente privata". Rientrano in tale ipotesi le piscine delle palestre, dei circoli privati, delle strutture alberghiere che consentono l’accesso ai soli ospiti, con una sorta di selezione dei soggetti che devono avere un requisito specifico per l’accesso. In questo caso non necessita alcuna autorizzazione di polizia né la struttura deve essere assoggettata al preventivo collaudo finalizzato alla verifica delle condizioni di agibilità ex art. 80 tulps. Il Ministero dell’Interno, con circolare n. 559/C 12093.13500.C del 1 giugno 1999, ha precisato che tali strutture "non possono essere ricondotte nell’ambito applicativo degli artt. 68 e 80 tulps, che fanno riferimento all’esercizio di pubblici spettacoli e trattenimenti ed elencano le singole manifestazioni o comportamenti professionali oggetto di disciplina". Pertanto, le strutture saranno soggette esclusivamente alla verifica delle normative in materia urbanistica, igiene, sanità e sicurezza degli impianti. In particolare, la citata circolare ribadisce che le piscine annesse alle strutture ricettive sono sottoposte solo alle disposizioni indicate nel "Atto di Intesa Stato – Regioni" (in G. U. n. 39 del 17.2.1992, S. O.), con prescrizioni in ordine all’igiene e sicurezza degli impianti. Da ultimo, si evidenzia che le piscine ad uso privato, facenti parte di unità abitative mono o bifamiliari, con uso esclusivo dei componenti il nucleo familiare e loro ospiti, non sono soggette all’osservanza delle suddette disposizioni. E’ di ogni evidenza che qualora le strutture, ancorchè private, saranno utilizzate per pubbliche manifestazioni con attività di intrattenimento, saranno soggette alle licenze di p. s. individuate nella prima ipotesi. Tanto premesso, poiché dal quesito posto intuiamo che la piscina sia aperta al pubblico, con attività commerciali di somministrazione e altro, riteniamo che per la sua apertura devono essere rilasciate le licenze indicate nella 1^ ipotesi. Inoltre, si evidenzia che: per la licenza ex art. 86 tulps, riteniamo non applicabile l’istituto della "Scia", di cui all’art. 19 legge 241/90, in quanto necessita verificare in capo al titolare- gestore il possesso dei requisiti morali stabiliti dagli artt. 11 e 92 del Tulps; le attività di somministrazione di alimenti e bevande, effettuate nella struttura, sono soggette a "Scia", presentata dal titolare- gestore, unitamente alla registrazione sanitaria (Scia Sanitaria) per la preparazione e manipolazione dei prodotti alimentari. Ringraziamo il Dott. Michele Pezzullo, Comandante di PM, per la collaborazione

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