Si vitam inspicias hominum, si denique mores, cum culpant alios: nemo sine crimine vivit. 

                   

06.07.2012 Quesito: Guida   in   stato   di   ebbrezza   con   conducente   in   possesso   di   Autorizzazione   ad   esercitarsi   alla   guida   (foglio   rosa).   Quali   procedure   operative   bisogna   adottare   in   merito, secondo le varie tipologie di violazione dell'articolo 186 - 186 bis? Risposta: In   via   preliminare   è   opportuno   fin   da   subito   puntualizzare,   se   mai   ve   ne   fosse   bisogno,   che   la      titolarità   del   documento   che   autorizza   alla   guida   di   una   particolare categoria   di   veicoli   anziché   della   relativa   patente   non   costituisce   certo   un’esimente   per   il   conducente   che   e’   comunque   obbligato   a   rispettare   ed   osservare,   laddove   il possesso   di   quest’ultimo   documento   abilitativo   non   sia   un   elemento   necessario   e   caratterizzante   della   violazione   nello   specifico,      tutte   le   norme   comportamentali previste dal titolo V del Codice della strada. Assunto   ad   assioma   il   principio   ora   espresso,   se   ne   deduce   la   logica   conseguenza   che   il   conducente   provvisto   di   "foglio   rosa"   non   sfugge   al   divieto   di   guidare   in   stato   di ebbrezza   previsto   dall’art.   186   del   codice   della   strada   né,   tantomeno,   qualora      abbia   un’età   inferiore   ai   21   anni,   lo   stesso      conducente   è   esentato   dal   rispetto   della   norma prescrittiva  di cui all’art. 186 bis che vieta di guidare dopo aver assunto bevande alcoliche e sotto l’influenza di queste.  Chiarito   questo   aspetto,   prima   di   addentrarci   nello   specifico   delle   procedure   operative   che   l’operatore   di   polizia   stradale   è   chiamato   ad   adottare,   nonché   delle   sanzioni che   deve   applicare,   qualora   accerti   in   capo   al   conducente,   titolare   di   foglio   rosa,   un   comportamento   vietato   correlato   all’uso/abuso   di   alcol,      preliminarmente   si   rende ancora   necessaria   una   breve   digressione   circa   l’applicabilità,   nei   casi   di   cui   si   discute,   delle   sanzioni   accessorie      inerenti   il   documento   di   guida   e   previste   dagli   articoli 186 e 186 bis cds. Se,   infatti,   nulla   quaestio   insorge   circa   l’applicabilità   delle   sanzioni   di   carattere   pecuniario,      amministrative   o   penali   che   siano,   previste   dagli   articoli   186   e   186   bis   in capo   al   conducente   munito   di   foglio   rosa,   assai   più   delicata   è   la   questione   se,   unitamente   alla   sanzione   pecuniaria   sia   possibile   applicare,   quando   prevista   per   il   caso specifico, quella accessoria insistente sul documento di guida. Sotto   il   profilo   squisitamente   operativo   la   problematica   ora   accennata   non   è   di   poco   conto,   atteso   che   l’applicabilità      in   concreto   della   sanzione   accessoria,   in particolare   quella      della   sospensione   della   patente,   determinerebbe   in   capo   all’operatore   di   polizia   stradale   il   relativo   onere   consistente   in   quell’attività   procedimentale propedeutica e direttamente funzionale alla sua applicazione che si sostanzia nel ritiro del documento stesso. Sebbene      a   tal   proposito   la   III   Sezione   del   TAR   del   Veneto,   con   il   pronunciamento   n.   1949   del   7   luglio   2008,   si   sia   favorevolmente   espressa,   seppur   in   via   incidentale, ritenendo   legittimo   il   ritiro   immediato   da   parte   dell’organo   di   polizia   stradale   procedente   del   foglio   rosa   di   un   conducente   sorpreso   a   guidare   in   stato   di   ebbrezza,   a sommesso avviso di chi scrive tale scelta operativa non è condivisibile, poiché non conforme a diritto. Iniziamo   col   chiarire   che   sia   la   sospensione   che   la   revoca   della   patente   di   guida   -   sebbene   abbiano   il   carattere   dell’accessorietà   e   conseguano,   pertanto,   all’applicazione di   una   sanzione   principale   -   sono   sanzioni   amministrative   anch’esse,   dunque   caratterizzate   per   il   loro   carattere   afflittivo   e   non   già   cautelare.   Suddette   sanzioni accessorie, pertanto,  non sfuggono al principio di legalità sancito dall’art. 1 della legge sulla decriminalizzazione, la 689 dell’81. In   base   a   quest’ultimo   principio,   una   sanzione   amministrativa,   principale   o   accessoria   che   sia,   può   essere   applicata   soltanto   nei   casi   espressamente   previsti   dalla   legge, legge che deve essere entrata in vigore prima della commessa violazione. L’equiparazione   del   documento   "foglio   rosa"   al   documento   "patente   di   guida",   documento   quest’ultimo   a   cui   il   legislatore   fa   riferimento   quando   parla   delle   sanzioni accessorie   della   sospensione   e   della   revoca,   implicherebbe,   dunque,   un’applicazione   del   procedimento   analogico   in   malam   partem   assolutamente   contrario   al   principio di legalità sopra chiarito, principio, peraltro, espressamente richiamato dal I comma dell’art. 194 del codice della strada.    Del   resto,   ad   ulteriore   riprova   di   quanto   sopra   sostenuto,   è   opportuno   ricordare   che,   con   la   riforma   estiva   del   2010,   il   legislatore,   nell’introdurre   la   guida   accompagnata dei   minori   di   anni   18,   modificando   l’art.   115   cds,   ha   esplicitamente   previsto   un’ipotesi   esplicita   di   revoca   dell’autorizzazione   alla   guida      mediante   l’applicazione   delle disposizioni di cui all’art. 219 del codice, disposizioni disciplinanti la sanzione accessoria della revoca della patente di guida. Sebbene   l’autorizzazione   alla   guida   accompagnata   sia   un   documento   diverso   dal   foglio   rosa   –   anche   se,   consentendo   entrambe   i   documenti   di   far   pratica   di   guida   per   la preparazione   all’esame      di   guida,   molto   si   assomigliano   -      il   fatto   che   in   questa   specifica   ipotesi   il   legislatore   abbia   espressamente   previsto   la   revoca   è   indicativo   del fatto   che,   in   assenza   di   un’espressa   previsione   legislativa,   la   sanzione   accessoria   che   grava   sulla   patente   non   si   possa   applicare   di   default   su   di   un   documento   la   cui unica finalità è quella di consentire all’interessato di impratichirsi alla guida. Ricapitolando,   quindi,   sempre   a   parere   di   chi   scrive,   per   i   motivi   sopra   esposti   la   legge   "stradale"   incide   sul   possesso   e   sulla   validità   del   solo   titolo   di   guida   [es.   patente di   guida,   certificato   di   idoneità   alla   guida   di   ciclomotori,   CAP,   CQC,   ecc.]   già   rilasciato   a   seguito   di   verifica   dei   requisiti   morali   e   psicofisici   e   del   superamento   degli esami   prescritti,   mentre   l’autorizzazione   per   esercitarsi   alla   guida   [cd.   "foglio   rosa"]   non   e’   il   documento   abilitativo   previsto   e   disciplinato   dall’art.   116   D.   L.vo 285/1992 "CdS" e, conseguentemente, non può legittimamente essere oggetto delle sanzioni amministrative accessorie stabilite dal Codice stradale. L’operatore   di   polizia   stradale,   pertanto,   non   può   porre   in   essere   quell’attività   procedimentale   propedeutica   e   direttamente   funzionale   all’applicazione   della   sanzione accessoria che si sostanzia nel ritiro del documento stesso. Ringraziamo il Comm. Superiore DAVIDE GALLO, Resp. Uff. Ricerca Analisi Normativa Corpo P.M. di Genova, per la collaborazione

Supplemento a SULPL News Direzione, Redazione e Amministrazione: GENOVA - Corso Torino 2, interno 1 - Dir. Resp.: Dr. Giovanni Bonora - Autorizzazione Trib. di Bolzano n°    38/90.