Si vitam inspicias hominum, si denique mores, cum culpant alios: nemo sine crimine vivit. 

                   

25.11.2012 Quesito: L'art. 174 del Cds stabilisce che "Il conducente che durante la guida non rispetta le disposizioni relative alle interruzioni di cui al regolamento (CE) n. 561/2006 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da .. a .. ". L’art. 4, c. 1, lett. d), del reg. "561" definisce l’interruzione della guida ...;il concetto di altre mansioni viene ripreso dall’art. 3, lett. a), della direttiva 2002/15/CE; la lettera q) del citato art. 4 indica che il periodo di guida può essere ininterrotto o frammentato: sul termine ininterrotto non sorgono dubbi, ma che significa "frammentato"? che rilevanza giuridica dare a questo termine che non sia quella di "interruzione"? più frammentazioni costituiscono una interruzione? la domanda sorge per le considera-zioni seguenti. L’Art. 7 del "561" stabilisce che "Dopo un periodo di guida di quattro ore e mezza, il conducente osserva un'interruzione di almeno 45 minuti consecutivi, a meno che non inizi un periodo di riposo. L'interruzione può essere sostituita da una interruzione di almeno 15 minuti, seguita da un'interruzio-ne di almeno 30 minuti: le due interruzioni sono intercalate nel periodo di guida in modo da assicurare l'osservanza delle disposizioni di cui al primo comma. L’art. 5, c. 2, del D. Lgs. N. 234/2007 stabilisce: Riposi intermedi 1. Ferma restando la tutela prevista dal regolamento (CE) n. 561/06 ovvero, in difetto, dall'accordo AETR, le persone che effettuano operazioni mobili di autotrasporto, non possono lavorare in nessun caso per più di sei ore consecutive senza un riposo intermedio. L'orario di lavoro deve essere interrotto da riposi intermedi di almeno trenta minuti se il totale delle ore di lavoro e' compreso fra sei e nove ore, di almeno quarantacinque minuti se supera le nove ore. 2.I riposi intermedi possono essere suddivisi in periodi non inferiori a quindici minuti ciascuno. Come si pone il comma 2 del citato art. 5 in relazione all’art. 7 del "561"? E’ possibile che il riposo intermedio di 15 minuti possa essere applicato anche al periodo di guida? Non quindi 30 + 15 ma 15+15+15? Ovvero è possibile che un camionista che lungo il percorso fa più consegne possa fare più soste prima delle 4 ore e 30 minuti e possa considerare le interruzioni/frammentazioni del viaggio come tempo dedicato al riposo 10/15’ di fermata per ogni consegna e che questo tempo sia considerato frammentazione? Vi è una certa discrasia tra il 561 e la direttiva e le tesi sull’interpretazione delle interruzioni non concordano neppure in presenza della circolare ministeriale: c’è chi sostiene l’efficacia del d. lgs 234 anche per i camionisti e che le norme relative al riposo vanno integrate tra loro. ringrazio e porgo cordiali saluti Risposta: Necessita fare una disamina delle discipline citate ovvero il Regolamento CE 561/2006 ed il D. Lgs. 234/2007 in attuazione della Direttiva 2002/15/CE identificandone le applicazioni. Regolamento CE n.561/06 del 15 marzo 2006 (Gazzetta ufficiale Repubblica Italiana n. L 102 del 11/04/2006 ) L’art. 1 definisce l’ ambito di applicazione del regolamento stesso, stabilendo che " Il presente regolamento disciplina periodi di guida, interruzioni e periodi di riposo  per i conducenti che effettuano il trasporto di persone e di merci su strada, al fine di armonizzare le condizioni di concorrenza fra diversi modi di trasporto terrestre, con particolare riguardo al trasporto su strada, nonché di migliorare le condizioni di lavoro e la sicurezza stradale. Il presente regolamento mira inoltre ad ottimizzare il controllo e l'applicazione da parte degli Stati membri nonché a promuovere migliori pratiche nel settore dei trasporti su strada." L’art. 2 comma 1 stabilisce che il regolamento si applica al trasporto su strada : a) di merci, effettuato da veicoli di massa massima ammissibile, compresi eventuali rimorchi o semirimorchi, superiore a 3,5 tonnellate; oppure b) di passeggeri effettuato da veicoli che, in base al loro tipo di costruzione e alla loro attrezzatura, sono atti a trasportare più di nove persone compreso il conducente e destinati a tal fine. D. Lgs. n 234/2007 (pubblicato sulla G.U. n.292 del 17 novembre 2007) E’ entrato in vigore il 1° Gennaio 2008 in attuazione della Direttiva 2002/15/CE ed ha stabilito l’organizzazione dell’orario di lavoro delle persone che effettuano operazioni mobili di autotrasporto, ponendosi altresì l’obiettivo di uniformare la materia su tutto il territorio nazionale, nel rispetto del ruolo dell’autonomia contrattuale Giusto ancora ricordare che ai sensi dell’art.2 del D.Lgs. n.234/07 le disposizioni concernenti l’organizzazione dell’orario di lavoro delle persone che effettuano operazioni mobili di autotrasporti si applicano, rispettivamente: dal 01.01.2008: per i lavoratori mobili alle dipendenze di imprese stabilite in uno Stato membro dell’Unione europea che partecipano ad attività di autotrasporto di persone e merci su strada (co.1), contemplate dal Regolamento CE n.561/06 del 15 marzo 2006 relativo all’armonizzazione di alcune disposizioni in materia sociale nel settore dei trasporti su strada in vigore dall’11 aprile 2007, oppure, in difetto, dall’Accordo europeo relativo alle prestazioni lavorative degli equipaggi dei veicoli addetti ai trasporti internazionali su strada (AETR). Ai sensi del Decreto in esame, s’intende poi per lavoratore mobile " un lavoratore facente parte del personale che effettua spostamenti, compresi i tirocinanti e gli apprendisti, che è al servizio di un’impresa che effettua autotrasporto di merci e di persone per conto proprio o di terzi" dal 23.03.2009: per gli autotrasportatori autonomi (co.2) ovvero sulla base di quanto disposto dal successivo art.3, lett.e), del D.Lgs. n.234/07, deve intendersi tale una persona la cui attività professionale principale consiste nel trasporto di persone e merci su strada dietro remunerazione ai sensi della legislazione comunitaria, in virtù di una licenza comunitaria o di un’altra autorizzazione professionale ad effettuare il suddetto trasporto. Inoltre, per poter rientrare in tale categoria, l’autotrasportatore deve essere abilitato a lavorare per conto proprio, non deve essere legato con un contratto di lavoro subordinato o da un altro rapporto di lavoro di tipo gerarchico, deve essere libero di organizzare le attività in questione, il cui reddito dipende direttamente dagli utili realizzati, o di intrattenere, individualmente o attraverso una cooperazione tra autotrasportatori autonomi, relazioni commerciali con più clienti. Viene così’ completato e non sostituito quanto già stabilito dal Reg. CE 561/2006 Analizziamo l’art. 4 del Regolamento Europeo in particolar modo le " Interruzioni " ed il " periodo di guida " per ovviare eventuali incomprensioni: Lettera D ( Reg. 561/2006 ): "interruzione": ogni periodo in cui il conducente non può guidare o svolgere altre mansioni e che serve unicamente al suo riposo. Relativamente a quanto sopra disposto l’art. 7 ( Reg. 561/2006 ) stabilisce che : Dopo un periodo di guida di quattro ore e mezza, il conducente osserva un'interruzione di almeno 45 minuti consecutivi, a meno che non inizi un periodo di riposo. Questa interruzione può essere sostituita da un'interruzione di almeno 15 minuti, seguita da un'interruzione di almeno 30 minuti: le due interruzioni sono intercalate nel periodo di guida in modo da assicurare l'osservanza delle disposizioni di cui al primo comma Lettera Q ( Reg. 561/2006 ): "periodo di guida": il periodo complessivo di guida che intercorre tra il momento in cui un conducente comincia a guidare dopo un periodo di riposo o un'interruzione fino al periodo di riposo o interruzione successivi. Il periodo di guida può essere ininterrotto o frammentato. Vien da se che il periodo di guida è cosa diversa dall’interruzione. Quest’ultima deve essere effettuata nel rispetto dell’art. 7 del Reg 561/2006 CE. Il conducente può guidare al massimo per quattro ore e mezza poi deve fermarsi 45 minuti oppure spezzare facendo una prima interruzione di 15 e l’altra di 30 ( non si può variare l’ordine ) oppure fare un interruzione di 15 minuti, altra di 15 minuti, altra di 15 minuti ma ai sensi dell’art. 7 ne occorre una da 30 minuti e tutto questo nell’arco delle quattro ore e mezza di guida. Il cumulo delle interruzioni non è concesso ovvero necessita sempre almeno una interruzione almeno di 15 minuti ed una di almeno 30 minuti. Il " periodo di guida " è disciplinato dall’art. 6 del Regolamento 561/2006 CE di cui si riporta per praticità i primi quattro commi: 1. Il periodo di guida giornaliero non deve superare 9 ore. Il periodo di guida giornaliero può tuttavia essere esteso fino a 10 ore, non più di due volte nell'arco della settimana. 2. Il periodo di guida settimanale non deve superare 56 ore e non deve superare l'orario di lavoro massimo di cui alla direttiva 2002/15/CE. 3. Il periodo di guida complessivamente accumulato in un periodo di due settimane consecutive non deve superare 90 ore. 4. I periodi di guida giornalieri e settimanali comprendono tutti i periodi passati alla guida sia nella Comunità che nei paesi terzi. Correlando quanto disposto dal suddetto articolo e dalla definizione di cui all’art. 4 lett. Q si evince che il conducente giornalmente può guidare assolutamente per 9 ore e tale durata si può estendere a 10 ore solo per due volte alla settimana. In qualunque caso tale periodo di guida può essere frammentato e deve obbligatoriamente esserlo nel rispetto delle interruzioni di cui all’ art. 7. ( interruzioni ) e art 6 ( periodo di guida ). Quindi sia le interruzioni sia i periodi di guida possono essere frammentati tanto che volendo fare i calcoli ed iniziando l’attività giornaliera alle 00.00 e concludendo alle 20.45 si noterà che tutto viene rispettato nonostante l’impegno sia di 12 ore e 15 minuti sfruttando tutte le deroghe, i tempi di guida e le frammentazioni autorizzate dal Regolamento 561/2006: Non resta che correlare la disciplina dettata dal Regolamento 561/2006 CE con quanto disposto dal D. Lgs. 234/2007 che non sostituisce il Reg. 561/2006 ma lo completa. Trattasi dell’ Attuazione della direttiva 2002/15/CE concernente l'organizzazione dell'orario di lavoro delle persone che effettuano operazioni mobili di autotrasporti e come disposto dall’art.1 , ha come fine la regolamentazione in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, e nel pieno rispetto del ruolo della autonomia negoziale collettiva, dei profili di disciplina del rapporto di lavoro connessi alla organizzazione dell'orario di lavoro delle persone che effettuano operazioni mobili di autotrasporto, per migliorare la tutela della salute, la sicurezza delle persone, la sicurezza stradale, nonché a ravvicinare maggiormente le condizioni di concorrenza. Viene definito all’ art. 3 comma 1 come orario di lavoro "ogni periodo compreso fra l’inizio e la fine del lavoro durante il quale il lavoratore mobile è sul posto di lavoro, a disposizione del datore di lavoro ed esercita le sue funzioni o attività". Tale definizione ai sensi dell’art. 3, ricomprende il tempo dedicato a tutte le operazioni di autotrasporto. Queste vengono ricondotte alle seguenti operazioni: la guida; il carico e lo scarico; la supervisione della salita o discesa dei passeggeri dal veicolo; la pulizia e la manutenzione tecnica del veicolo; ogni altra operazione volta garantire la sicurezza del veicolo e del carico e dei passeggeri o di adempiere agli obblighi legali o regolamentari direttamente legati al trasporto specifico in corso, incluse la sorveglianza delle operazioni di carico e scarico, le formalità amministrative di polizia, di dogana, o altro; i periodi di tempo durante i quali il lavoratore mobile non può disporre liberamente del proprio tempo e deve rimanere sul posto di lavoro, pronto a svolgere il suo lavoro normale, occupato in compiti connessi all’attività di servizio, in particolare periodi di attesa per carico o scarico, qualora non sia determinata in anticipo la loro probabile durata Ed ancora ex art. 1 lett a) punto 3, non rientrano nell’orario di lavoro le interruzioni della guida (art.7 Regolamento CE n.561/06), i riposi intermedi, i periodi di riposo e, fatte salve le clausole di indennizzo o limitazione di previste dalla contrattazione collettiva, i tempi di disponibilità. L’art. 5 ( Riposi intermedi ) dispone che : Ferma restando la tutela prevista dal regolamento (CE) n. 561/06 ovvero, in difetto, dall'accordo AETR, le persone che effettuano operazioni mobili di autotrasporto, non possono lavorare in nessun caso per più di sei ore consecutive senza un riposo intermedio. L'orario di lavoro deve essere interrotto da riposi intermedi di almeno trenta minuti se il totale delle ore di lavoro e' compreso fra sei e nove ore, di almeno quarantacinque minuti se supera le nove ore. I riposi intermedi possono essere suddivisi in periodi non inferiori a quindici minuti ciascuno. Questa norma ed anche le altre ivi contenute sono direttamente collegate al Reg. 561/2006 in quanto l’ art. 2 comma 1 del D. Lgs 234/2007 come inizialmente ricordato, dispone che: Le disposizioni contenute nel presente decreto si applicano ai lavoratori mobili alle dipendenze di imprese stabilite in uno Stato membro dell'Unione europea che partecipano ad attività di autotrasporto di persone e merci su strada contemplate dal regolamento (CE) n. 561/06 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2006, di seguito denominato: «regolamento (CE) n. 561/06», oppure, in difetto, dall'accordo europeo relativo alle prestazioni lavorative degli equipaggi dei veicoli addetti ai trasporti internazionali su strada (AETR). Pertanto le due normative si applicano agli stessi soggetti e per effettuare i controlli si utilizzano gli stessi documenti per cui relativamente alle interruzioni di cui all’art. 7 del Reg.561/2006 CE, come da quesito posto, è possibile altresì contestare in concorso, ( quindi oltre eventuale art. 174 c. 8 CDS ) la violazione dell’art. 5 del D. Lgs. 234/2007 nel caso si accertasse che il conducente non abbia rispettato il risposo intermedio ovvero non abbia effettuato almeno 30 minuti di riposo dopo sei ore consecutive di lavoro ( se il totale delle ore lavorative è compreso tra 6 e 9 ore ) o almeno 45 minuti se il totale delle ore lavorative superasse le 9 ore. Utile per non dire necessario per eventuale contenzioso, sottolineare che il D. Lgs 234/2007 ha istituito anche un principio innovativo ovvero l’obbligo del datore di lavoro di informare i propri lavoratori mobili come disposto dall’art. 8: I lavoratori mobili devono essere informati delle pertinenti disposizioni nazionali, del regolamento interno dell'impresa e degli accordi tra parti sociali, in particolare dei contratti collettivi e degli eventuali contratti aziendali stipulati sulla base del presente decreto legislativo. Le due discipline, come precedentemente accennato, si completano ed un esempio lo possiamo notare altresì esaminando il periodo di guida giornaliero ex art. 6 del Reg. 561/2006 di cui riporto solo i primi due commi: 1. Il periodo di guida giornaliero non deve superare 9 ore. Il periodo di guida giornaliero può tuttavia essere esteso fino a 10 ore, non più di due volte nell'arco della settimana. 2. Il periodo di guida settimanale non deve superare 56 ore e non deve superare l'orario di lavoro massimo di cui alla direttiva 2002/15/CE. Ora guardiamo l’art. 4 della disciplina del lavoro del D. Lgs 234/2007 La durata media della settimana lavorativa non può superare le quarantotto ore ( in media su 16 settimane ). La durata massima della settimana lavorativa può essere estesa a sessanta ore solo se su un periodo di quattro mesi la media delle ore di lavoro non supera il limite di quarantotto ore settimanali. Correlando le due discipline, abbiamo, alla luce di quanto sopra, che il limite giornaliero di durata della guida è 9 ore al giorno, e al massimo 10 ore per 2 volte alla settimana e che il limite settimanale ( di guida ) è di 56 ore, ai sensi del Reg. 561/2006, ( altrimenti giusta applicazione art. 174 c. 4 CDS ) mentre l’orario di lavoro ( meglio inizialmente definito ), settimanale, ai sensi del D.Lgs. 234/2007, non può essere costituito da più di 48 ore di media e comunque non più di 60 ore solo se su un periodo di quattro mesi ( 16 settimane ) la media non supera le 48 ore altrimenti giusta applicazione art. 9 c. 1 D.Lgs 234/2007 in relazione all’art. 4 stesso decreto. Le sanzioni di cui al D. Lgs 234/2007 sono elencate all’art 9: 1. La violazione delle disposizioni previste dall'articolo 4, e' punita con la sanzione amministrativa da euro 130 ad euro 780, per ogni lavoratore e per ciascun periodo cui si riferisce la violazione nel caso di superamento della durata massima settimanale fino al 10 per cento della durata consentita e con la sanzione amministrativa da 260 euro a 1560 euro per ogni lavoratore e per ciascun periodo cui si riferisce la violazione nel caso di superamento della durata massima settimanale oltre il 10 per cento della durata consentita. 2. La violazione delle disposizioni previste dall'articolo 5 e' punita con la sanzione amministrativa da euro 103 a euro 300. 3. La violazione delle disposizioni previste dall'articolo 6 e' punita con la sanzione amministrativa da euro 105 ad euro 630. 4. La violazione delle disposizioni previste dall'articolo 7, comma 1, e' punita con la sanzione amministrativa da euro 300 ad euro 900 per ogni lavoratore e per ciascuna giornata. 5. La violazione delle disposizioni previste dall'articolo 8 e' punita con la sanzione amministrativa da euro 250 ad euro a 1500. Si applica l’art. 16 della legge 689/81 che dispone che é ammesso il pagamento di una somma in misura ridotta pari alla terza parte del massimo della sanzione prevista per la violazione commessa, o, se più favorevole, al doppio del minimo della sanzione edittale, oltre alle spese del procedimento, entro il termine di sessanta giorni dalla contestazione immediata o, se questa non vi è stata, dalla notificazione degli estremi della violazione.  Ferrughelli Massimo, V. Comm. P.M. Tortona ( AL )

Supplemento a SULPL News Direzione, Redazione e Amministrazione: GENOVA - Corso Torino 2, interno 1 - Dir. Resp.: Dr. Giovanni Bonora - Autorizzazione Trib. di Bolzano n°    38/90.