Si vitam inspicias hominum, si denique mores, cum culpant alios: nemo sine crimine vivit. 

                   

15.09.2012 Quesito: Si   è   interessati   a   conoscere   la   corretta   applicabilità   della   disposizione   sanzionatoria   di   cui   all'art.   174,   comma   14,   c.d.s.   Con   tale   previsione   si   punisce   "L'impresa   che nell'esecuzione   dei   trasporti   non   osserva   le   disposizioni   contenute   nel   regolamento   CE   n.   561/2006".   In   concreto   si   assiste   spesso   all'automatica   applicazione   di suddetta   disposizione   ogniqualvolta   venga   accertata   una   violazione   dei   tempi   di   guida   da   parte   di   un   dipendente   dell'impresa,   duplicando   di   fatto   le   sanzioni comminate.   Siffatta   automatismo   lascia   perplessi   poichè   appare   contrastare   con   la   distibuzione   dell'onere   della   prova   a   carico   dell'organo   accertatore   e   sembra nascondere   una   forma   di   responsabilità   oggettiva   contraria   ai   dettami   di   cui   alla   legge   689/81.   E'   infatti   ben   possibile   che   nonostante   le   indicazioni   del   datore   di   lavoro ed   un'organizazione   del   viaggio   compatibile   con   i   tempi   di   guida,   il   conducente,   per   sua   esclusiva   negligenza,   violi   i   tempi   di   guida,   magari   effettuado   una   pausa   di   10 minuti   invece   che   di   15.   Non   sembra   peraltro   corretto   pretendere   dall'impresa   la   prova   diabolica   di   essere   esente   da   responsabilità.   In   assenza   di   prove   concrete   circa una   responsabilità,   colposa   o   dolosa,   dell'impresa,   l'art.   174,   comma   14,   non   può,   a   mio   giudizio,   trovare   automatica   apllicazione   come   è   invece   spesso   consuetudine fare. Vorrei conoscere il suo parere sulla questione. Risposta: Personalmente sono completamente d’accordo con la sua disamina e cercherò di integrare la sua osservazione sostenendo e documentando che l’ art. 174 c. 14 non é applicabile. L’art. 174 c. 14 rappresenta il recepimento dell’ art. 10 del Reg. 561/2006 CE che dispone : Le imprese di trasporto organizzano l'attività dei conducenti di cui al precedente paragrafo in modo che essi possano rispettare le disposizioni del regolamento (CEE) n. 3821/85 e del capo II del presente regolamento. Le imprese di trasporto forniscono ai conducenti le opportune istruzioni ed effettuano controlli regolari per garantire che siano rispettate le disposizioni del regolamento (CEE) n. 3821/85 e del capo II del presente regolamento. Le imprese di trasporto sono responsabili per le infrazioni commesse dai rispettivi conducenti, anche qualora l'infrazione sia stata commessa sul territorio di un altro Stato membro o di un paese terzo. Alla luce di quanto sopra e quindi in virtù dell’art. 174 c. 14 CDS, parrebbe evidente che a seguito verbali contestati ex art. 174 per guida eccessiva o mancati riposi agli autisti di una determinata Impresa, questa risulterebbe responsabile oggettivamente per aver omesso l’organizzazione di tali dipendenti per cui per ogni verbale elevato all’autista scatterebbe in automatico la sanzione di € 307,00 a carico dell’impresa. Pur vero e va ricordato altresì che gli obblighi dell’impresa scaturiscono dalla lettura di diverse norme ( CDS, reg. CE 561/2006 e 3821/85 e dal D.Lgs 234/2007 ) tutte correlate al Reg. 561/2006 ovvero relativamente a : · Conservazione documenti · Tenuta e compilazione documenti · Sorveglianza sul rispetto delle normative da parte dei conducenti · Informazione e formazione del personale Il punto fondamentale, a mio modesto parere, che merita la dovuta attenzione del legislatore che ancora nell’Agosto scorso con la legge 120 del 29.07.2010, non ha usato, riconfermando il comma 14 dell’art. 174, è rappresentato dal D. Lgs. 286 del 21.12.2005 – Disposizioni per il riassetto normativo in materia di liberalizzazione regolata dell’esercizio dell’attività di autotrasportatore - come modificato ed integrato dal D. Lgs. 214 del 22.12.2008 e dalla Legge n. 127 del 04.08.2010 L’art. 7 del decreto sopra citato fissa già la responsabilità dei soggetti della filiera ovvero del vettore, del committente, del caricatore e del proprietario della merce e tale decreto, successivo al Codice della Strada risulterebbe quindi speciale rispetto a quest’ultimo. Al comma 1 del D. Lgs. 286/2005, viene disposto che “ Nell’effettuazione dei servizi di merci su strada il vettore è tenuto al rispetto delle disposizioni legislative e regolamentari poste a tutela della sicurezza della circolazione stradale e della sicurezza sociale e risponde della violazione di tali disposizioni “ Commento superfluo ma parrebbe che il vettore ovvero l’Impresa regolarmente iscritta all’albo nazionale delle persone fisiche e giuridiche che esercita autotrasporto per c/terzi, è responsabile quanto il conducente/dipendente relativamente alle disposizioni legislative e regolamentari poste a tutela della sicurezza stradale quindi anche il Codice della Strada e di conseguenza per tali eventuali violazioni commesse da quest’ultimo, il vettore risponderà della stessa violazione. Fino all’agosto scorso il problema “ responsabilità “ pareva quindi essere superato dalla stretta applicazione del D.Lgs 286/2005 e s.m.i. se non che il legislatore con l’avvento della Legge 120 del 29.07.2010 riformula in toto l’art. 174 riconfermando il comma 14. Apparentemente quindi da quella data, si dovrebbe riconoscere nuovamente la specialità all’ art 174 c.14 CDS, relativamente alla responsabilità dell’impresa ma il 04.08.2010 con la Legge 127 – Disposizioni urgenti per assicurare la regolarità del servizio pubblico di trasporto marittimo ed il sostegno della produttività nel settore dei trasporti – in vigore dal 12.08.2010 vengono nuovamente apportate modifiche al D. Lgs. 286/2005 che vengono cosi riassunte dalla Circolare 15.09.2010 prot. 74491 e Ministero dell’ Interno Prot n. 300/A/10/108/13/1 : In particolare, le modifiche apportate agli artt. 7, commi 4 e 5, 7-bis, commi 3, 5 e 6, e all'art. 8, commi 1, 2 e 3, Decreto Legislativo 286/2005 consentiranno di anticipare già in occasione dei controlli stradali l'attività di accertamento delle eventuali corresponsabilità da parte del committente nonché del vettore insieme con il conducente del veicolo, autore materiale delle violazioni. La nuova disciplina ha infatti stabilito che, qualora il contratto di trasporto non sia stato stipulato in forma scritta, anche mediante richiamo ad un accordo di diritto privato concluso ai sensi dell'art. 5 del citato Decreto Legislativo 286/2005 in caso di accertato superamento, da parte del conducente del veicolo, dei limiti di velocità (art. 142 C.d.S.) o di mancata osservanza dei tempi di guida e di riposo (art. 174 C.d.S.), gli organi di polizia stradale " verificano la compatibilità delle istruzioni scritte fornite al vettore, in merito alI' esecuzione della specifica prestazione di trasporto, con il rispetto della disposizione di cui è stata contestata la violazione" (art. 7, comma 4, Decreto Legislativo 286/2005) Rispetto alla previgente normativa, si è pertanto statuito che le istruzioni devono trovarsi a bordo del veicolo e possono essere contenute nella scheda di trasporto o nella documentazione equivalente, ovvero allegate alla documentazione equipollente di cui all'art. 7-bis Decreto Legislativo 286/2005 La mancanza delle istruzioni a bordo del veicolo comporta l'applicazione a carico del vettore e del committente delle sanzioni amministrative pecuniarie previste per le violazioni contestate al conducente (distinti verbali). Le stesse sanzioni sono altresì applicate al vettore e al committente quando le istruzioni di trasporto sono incompatibili con il rispetto delle predette norme. La nuova formulazione dell'art. 7 del Decreto Legislativo 286/2005, in relazione alle esigenze di tutela della sicurezza sociale, stabilisce che il committente del trasporto, nell'esercizio dell'attività di impresa ovvero di pubbliche funzioni (o un suo delegato alla compilazione) deve: riportare sulla scheda di trasporto o sulla documentazione equivalente di cui all'art. 7-bis, comma 1 del Decreto Legislativo 286/2005 il numero di iscrizione del vettore all'Albo nazionale degli autotrasportatori; ovvero allegare alla documentazione ad essa equipollente una dichiarazione scritta di aver preso visione della carta di circolazione del veicolo o di altra documentazione da cui risulti il numero di iscrizione del vettore all'Albo nazionale degli autotrasportatori (art. 7, comma 5, Decreto Legislativo 286/2005). In particolare, qualora tali indicazioni non siano riportate sulla scheda di trasporto o sui documenti equivalenti, ovvero la dichiarazione sopraindicata non sia allegata ai documenti equipollenti, al committente è applicata la sanzione prevista dal comma 4 dell'art. 7-bis del Decreto Legislativo 286/2005 (da € 600 a 1.800). La medesima sanzione ricorre anche nei casi in cui il vettore, ad un successivo controllo, risulti regolarmente legittimato ad effettuare l'attività di autotrasporto. La disciplina del presente paragrafo non trova applicazione nell'autotrasporto internazionale svolto sia da imprese italiane che estere; per queste ultime, anche quando svolgono trasporti interni di cabotaggio. Vien da sé che il D. Lgs. 286/2005 in virtu’ di tali modifiche ed integrazioni ritorna a prevedere la “ responsabilità “ dell’ Impresa in via speciale rispetto all’art. 174 c. 14 CDS. Riassumendo e correlando gli artt. 7 e 7 bis del D. Lgs. 286/2005 alla luce di tutte le modifiche intercorse, se ne deduce che durante l’attività di autotrasporto, a bordo del veicolo, il vettore, qualora il contratto di trasporto non sia stato stipulato in forma scritta, è tenuto ad avere le istruzioni scritte impartite dal committente, relative all’osservanza da parte del conducente delle norme sul rispetto dei limiti di velocità ex art. 142 e di quelle sul rispetto dei tempi di guida ex art. 174 e tali istruzioni in sede di accertamento vanno sempre richieste. Queste sono contenute nella scheda di trasporto ( rif. art. 7 bis D.Lgs 286/2005 ), in altra documentazione equivalente ( Documento di trasporto ) o in altra documentazione equipollente ( documento amministrativo di trasporto, documento accompagnamento semplificato..) La mancata presenza delle “ istruzioni “ comporterà al committente ed al vettore le stesse violazioni contestate al conducente relativamente agli artt. 142 e 174 CDS Operativamente parlando, in sede di accertamento su strada l’operatore chiederà sempre la scheda di trasporto o documentazione equipollente e verificata l’ assenza delle istruzioni potrà procedere alla notifica di eventuali verbali al vettore ed al committente come disposto dal D. Lgs. 286/2005 ma esclusivamente per le violazioni accertate quello stesso giorno. Se a seguito scaricamento dei dati dalla carta del conducente emergessero ulteriori violazioni ex art. 174 nei 28 gg. precedenti, considerato che il conducente non è tenuto a conservare a bordo le schede di trasporto delle giornate precedenti si dovrà notificare entro 15 gg. invito ex art. 8 del D.Lgs 286/2005 ai soggetti della filiera di cui all’ art. 7 c. 8 ( ovviamente solo relativamente alle violazioni commesse ex Artt. 61-62-142-164-167-174 CDS ) ad esibire entro 30 gg. copia del contratto e eventuale documentazione di accompagnamento ovvero se il contratto non è stato stipulato in forma scritta la relativa scheda di trasporto o altro documento equivalente della/e giornata/e in questione al fine di accertare la presenza delle “ istruzioni “ di cui all’art. 7 bis del D. Lgs. 286/2005 e conseguentemente le responsabilità dei soggetti della filiera. Si precisa che il contratto di trasporto dovrà avere “ data certa “ come previsto dall’art. 6 del D. Lgs. 286/2005 in virtù delle modifiche intercorse dal D. Lgs. 214 del 22.12.2008, in G. U n. 11 del 15.01.2009 e se la documentazione prodotta contenesse le “ istruzioni “ la procedura si ritiene conclusa ai fini dell’ accertamento di eventuali responsabilità a carico dei soggetti della filiera. La “ data certa “ si ha nei seguenti casi ( stralcio Circolare Ministero dell’Interno e Ministero Infrastrutture e Trasporti Prot. 300/A/8980/108/44 del 17.07.2009 ) • stipulazione mediante atto pubblico (art. 2699 del codice civile); • stipulazione mediante scrittura privata autenticata da un notaio o da un altro pubblico ufficiale a ciò autorizzato (artt. 2703 e 2704 del codice civile); • registrazione del contratto presso un ufficio dell'Agenzia delle Entrate; ricorso alla ed. «autoprestazione postale» (art. 8 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261). Tale sistema consiste nel richiedere ad un Ufficio Postale l'apposizione del timbro recante la data direttamente sul documento avente corpo unico (anziché sull'involucro o plico che lo contiene), con relativa affrancatura con francobolli applicati sul primo foglio e suo annullamento mediante l'apposizione del timbro da parte del medesimo Ufficio Postale (si tratta del servizio di «data certa»: «certificazione dell'esistenza di un documento in una determinata data»); • spedizione del documento «aperto» a mezzo posta senza «involucro» (busta): l'Ufficio Postale apporrà il timbro datarlo direttamente sul documento; • inoltro mediante «posta elettronica certificata», che certifichi data ed ora dell'invio e della ricezione del documento; • apposizione di «marcatura temporale» tramite la firma digitale, che ha validità di data certa opponibile ai terzi, ai sensi della legge 229/2003 (articolo 10) e del decreto legislativo 82/2005 (articolo 20, comma 3). In base all’esame della documentazione prodotta, qualora la stessa non sia idonea per natura o per caratteristiche, o non fosse prodotta, si procederà alla notifica delle stesse violazioni commesse dal conducente al vettore ( impresa di autotrasporto ) ed agli altri soggetti della filiera se identificati e ovviamente in considerazione alla/e violazioni commesse dal conducente. ( art. 61-62-142-164-167-174 CDS ) Come si può notare, relativamente al quesito posto, l’ inottemperanza dell’impresa al controllo dell’attività lavorativa del dipendente dettata dall’art. 174 c. 14 è già contemplata, sui generis, dagli accertamenti esperiti e previsti dal D. Lgs. 286/2005 ed il/i verbale/i notificato/i all’impresa in qualità di responsabile relativamente alle violazioni commesse dal conducente ex art. 174 CDS risultano anche più sostenibili in sede di contenzioso poiché si basano su elementi oggettivi dettati e previsti dalla legge ed in tali casi sarà ostico dimostrare da parte del vettore l’insussistenza della violazione. Ferrughelli Massimo, V. Comm. P.M. Tortona ( AL )

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