Si vitam inspicias hominum, si denique mores, cum culpant alios: nemo sine crimine vivit. 

                   

22.09.2012 Quesito: Ville private affittate per feste e banchetti, alla luce anche dell'ultima circolare del Minitero Sviluppo Economico . Nel nostro comune una grande villa privata con giardino è stata appositamente attrezzata per banchetti, ricevimenti e cerimonie, in particolare matrimoni. L'attività viene regolarmente pubblicizzata su quotidiani locali ed ha un suo sito internet. La somministrazione viene effettuata da una società che effettua il catering, in possesso di propria autorizzazione per tale attività. Mentre per l’attività di somministrazione e ricevimento nella villa non risulta rilasciata alcuna autorizzazione. Vista la natura imprenditoriale dell’attività in questione, quale autorizzazione è richiesta? Risposta In questi ultimi anni in numerose città e località turistiche, i proprietari di ville di pregio artistico, storico o paesaggistico, di vecchi casali ristrutturati ed altri edifici analoghi, non abitati, cedono occasionalmente detti immobili in fitto a privati per lo svolgimento di cerimonie nuziali, banchetti, meeting, feste di laurea o di compleanno, ovvero per organizzare manifestazioni di culturali, politiche, commerciali, sportive ed altro, di solito per una sola giornata. Il proprietario dell’immobile, in pratica, si limita a concedere in fitto tale manufatto a persone fisiche, associazioni o ditte, che lo utilizzano per determinate cerimonie, senza alcun personale intervento diretto o indiretto, né offrire alcun servizio ai locatari. Questi ultimi, quindi, assumono l’onere di curare direttamente l’organizzazione della manifestazione, sia per l’attività di somministrazione che per eventuali trattenimenti danzanti, musicali ovvero per spettacoli riservati a persone provviste di invito, rivolgendosi a ditte di catering, che provvedono a preparare e somministrare, a propria cura, gli alimenti e le bevande, secondo quanto concordato con i locatari della sala. Fatta questa debita premessa, andiamo ad individuare se e quale tipologia di autorizzazione necessita per l’attività in esame. Il proprietario dell’immobile in locazione non deve richiedere alcuna autorizzazione amministrativa, perché non esercita attività di somministrazione. Si ritiene che debba assolvere, esclusivamente, agli obblighi di natura fiscale per eventuale fatturazione o ricevuta per la locazione dell’immobile. La società che effettua servizio di catering, ovvero somministrazione al domicilio del consumatore (nella fattispecie il domicilio si individua nella villa ove si svolge il banchetto o la manifestazione), dovrà produrre una Segnalazione certificata di inizio attività - SCIA -al Comune ove ha sede la ditta per l’attività di somministrazione alimenti e bevande al domicilio del consumatore, ai sensi dell’ art. 64, comma 2, del D. Lgs. 59/2010, trattandosi di attività prevista dallo stesso art. 64, comma 7, che ha sostituito l’art. 3, comma 6, legge 287/9. Per i locali adibiti alla attività di somministrazione, di deposito attrezzature ed alimenti, nonché per le cucine (se in uso) necessita il requisito igienico sanitario rilasciato dalla struttura sanitaria competente. Qualora sia fornita anche la disponibilità e l’uso delle cucine con le attrezzature per eventuale preparazione o riscaldamento di alimenti, preparati altrove, necessita altresì il possesso della registrazione sanitaria ex Regolamento Cee 852/04, che ha sostituito l’autorizzazione sanitaria. Si ricorda, infine, che il Ministero Sviluppo Economico con Risoluzione n. 556099 dell’11 novembre 1998 ed il Ministero dell’Interno con Parere n. 559/C.11604.12000.A.(17) 4 del 6 luglio 2000, con decisione praticamente univoca, hanno concordato nel ritenere che per il proprietario dell’edificio non è richiesta alcuna autorizzazione per l’attività espletata nello stesso. Da ultimo, con Risoluzione n. 15702 del 24 gennaio 2012 lo stesso Ministero Sviluppo economico ha ribadito la tesi. A maggior chiarimento, si riporta un passo della risoluzione n. 556099 del Mi. S. E.: "l’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande non è imputabile al soggetto che si limita ad affittare i saloni ed il giardino della propria abitazione a persone fisiche che usano la suddetta per particolari cerimonie quali matrimoni, lauree, feste dei 18 anni……", a condizione che si rivolgono a ditte di catering autorizzate che provvedono alla fornitura e somministrazione di quanto concordato con l’organizzatore della festa o manifestazione. In ordine, poi, alla capacità ricettiva della struttura, può essere essenziale la conformità alle norme in materia di prevenzione incendi con la richiesta della prescritta certificazione da parte dei Vigili del Fuoco. In particolare, si evidenzia che i locali con capienza superiore a 100 persone, individuati nell’elenco allegato al Decreto Ministeriale 16 febbraio 1982, sono assoggettati alle norme di prevenzione incendi stabilite nel Decreto del Ministero dell’Interno 19 agosto 1996. Qualora, invece, i locali dovessero essere utilizzati anche, o solo, per lo svolgimento di spettacoli, pubblici trattenimenti danzanti e/o musicali, si precisa che sempre il locatario dell’immobile, organizzatore della manifestazione, dovrà provvedere a richiedere la licenza ex articolo 68 del T.u.l.p.s.- Per conseguenza, è indispensabile anche il preventivo accertamento del possesso del requisito di agibilità dei locali interessati, in ottemperanza peraltro dell’articolo 80 dello stesso t.u.l.p.s. A tal proposito è necessario ricordare che, a seguito della semplificazione dei procedimenti concernenti i locali di pubblico spettacolo, operata dall’art. 4 del D.P.R. 311/01 (con modificazioni agli articoli 141 e 142 del Regio decreto 6 maggio 1940, n. 635 – Regolamento di esecuzione del t.u.l.p.s. – ed introduzione dell’art. 141-bis), per i locali con capienza complessiva pari o inferiore a 200 persone, le verifiche di sicurezza e agibilità sono sostituite da una relazione tecnica di un professionista iscritto nell’albo degli ingegneri o dei geometri (e da ultimo anche nell’albo degli architetti e periti industriali). Per le strutture, infine, con capienza fino a 5000 persone sarà necessario l’intervento della Commissione comunale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo per verificare le condizioni di sicurezza, igiene ed agibilità delle strutture e degli impianti. C. te Michele Pezzullo

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