Si vitam inspicias hominum, si denique mores, cum culpant alios: nemo sine crimine vivit. 

                   

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11.05.2012 Cassazione: vietato per il barista scommettere al posto del cliente Chi gestisce un locale pubblico benché accreditato ad offrire scommesse via Internet, non può scommettere al posto del cliente. È quanto stabilisce la terza sezione penale della Corte di Cassazione secondo cui l' esercente può solo mettere a disposizione il computer e gli apparecchi ricevuti dal bookmaker ma non può scegliere nè la partita nè la gara. E non può neppure cercare quote per contro il cliente e segnalarne le oscillazioni. Chi trasgredisce quelle regole, spiega la Corte, commette reato perché si va a configurare "una vera e propria attivita' organizzata sotto forma di agenzia, come tale vietata"......... continua   09.05.2012 "STUPEFACENTI, LA MANCATA INTOSSICAZIONE NON ESCLUDE L'ALTERAZIONE"  Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 27 marzo – 4 maggio 2012, n. 16895 L'alterazione causata dall'assunzione di sostanze stupefacenti prevede una modificazione dello stato di coscienza ma non include necessariamente lo stato d'intossicazione. Per ritenere integrato il reato è quindi sufficiente provare lo stato di alterazione del soggetto alla guida e la connessione con l'assunzione di sostanze stupefacenti. L'ematocrito rileva l'influsso delle sostanze stupefacenti sul soggetto, mentre l’analisi delle urine consente di individuare lo stato di intossicazione al momento del test, l’esame del sangue attesta che il soggetto versa in uno stato di alterazione psicofisica. La Corte di Cassazione con la sentenza n. 16895 dichiara che "l’assenza di evidenza dello stato di intossicazione non esclude la presenza dello stato di alterazione che sussisteva, nel caso concreto, per la alta percentuale di metaboliti della cocaina nel sangue dell’agente". Leggi l'articolo e la sentenza 07.05.2012 I gestori di un bar invadono con una pedana in legno e ferro il marciapiede e parte della sede stradale - Per la sussistenza del reato di invasione di suolo pubblico è necessario il dolo specifico La sola consapevolezza dell’illegittimità dell’occupazione di un altrui bene immobile non vale, di per sé, a rendere configurabile il dolo specifico richiesto per la sussistenza del reato di cui all’art. 633 c.p. (Invasione di terreni o edifici.), caratterizzato dalla finalità di occupare l’immobile o di trarne altrimenti profitto, non potendosi, in particolare confondere, nel caso di beni demaniali, l’elemento soggettivo richiesto per la fattispecie criminosa con quello sufficiente per l’illecito amministrativo dell’omesso pagamento della tassa di occupazione di suolo pubblico. Così la Cassazione con la Sentenza n. 16340/2012
02.05.2012 Camion-vela uguale cartelloni: paghino la tassa pubblicità Lo ha deciso la Cassazione: i camion-vela sono come i mega cartelloni con le réclame, e quindi devono pagare ai Comuni la tassa sulla pubblicità.... continua  

Supplemento a SULPL News Direzione, Redazione e Amministrazione: GENOVA - Corso Torino 2, interno 1 - Dir. Resp.: Dr. Giovanni Bonora - Autorizzazione Trib. di Bolzano n°    38/90.