Si vitam inspicias hominum, si denique mores, cum culpant alios: nemo sine crimine vivit. 

                   

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06.07.2012 Quesito: In base alle ultime disposizioni si sa che se un esercizio pubblico intende svolgere, occasionalmente o non, attività di trattenimento, non dovrà più munirsi di alcuna autorizzazione né presentare alcuna S.C.I.A. ai sensi dell’art. 69 T.U.L.P.S., ma dovrà comunque rispettare le condizioni previste dal D. M. in materia di prevenzione incendi (titolo XI) se l’affluenza è inferiore a 100 persone e presentare una valutazione di impatto acustico o in alternativa una autocertificazione. Faccio ora l’esempio di un bar che anziché fare solo musica d’ascolto voglia organizzare qualche serata danzante o una sfilata di moda all’interno del proprio esercizio, magari anche con pubblicizzazione dell’evento e aumento dei prezzi. Per quest'ultimo caso, visto che l’intrattenimento rimane comunque attività complementare e occasionale, occorre la licenza art. 68 tulps oppure come già detto è sufficiente il rispetto delle norme di cui al titolo XI del d.m. del 96 per la prevenzione incendi e la V.I.A.? Alcuni esercenti, per lo svolgimento di detti eventi, ci chiedono l’autorizzazione alla protrazione dell’orario di cessazione dell’attività musicale (nel mio comune è ancora in vigore una ordinanza che stabilisce l’orario musicale sia all’aperto (fino alle ore 24.00) che al chiuso (fino alle ore 1.00). Ma essendo stati liberalizzati gli orari degli esercizi pubblici è possibile, di conseguenza, ritenere liberalizzati anche gli orari per la musica e/o trattenimenti vari che si svolgono all’interno degli stessi? Risposta: Se in un esercizio pubblico si svolge un piccolo intrattenimento anche occasionalmente e con affluenza inferiore alle 100 persone, l’autorizzazione di PS (o SCIA) ex art. 69 non è più necessaria, come non necessita il certificato di prevenzione incendi in quanto non rientra nel campo di applicazione del DPR 151/2011, ma deve rispettare perlomeno le condizioni previste dal titolo XI del D.M 19/08/1996. Se nel pubblico esercizio si svolgono attività di spettacoli o trattenimenti pubblici in forma imprenditoriale (pagamento biglietto di ingresso, aumento prezzo consumazioni, pubblicità dell’attività, rilevante numero di persone, svolgimento ricorrente ed a favore di terzi) e si apportano modifiche al locale (pista da ballo, camerini, torri d’illuminazione), allora sarà necessaria la licenza d’esercizio ex art. 68 T.U.L.P.S e la dichiarazione di agibilità ex art. 80 T.U.L.P.S), previa verifica delle condizioni di sicurezza da parte della commissione di vigilanza sui pubblici spettacoli. In riferimento alla protrazione d’orario per la cessazione dell’attività musicale: la parte che è stata liberalizzata è riferita esclusivamente agli orari delle attività: ne discende che, qualora un comune abbia normato con propria ordinanza un limite d’orario per l’attività musicale, continua ad avere efficacia e quindi l’ufficio preposto, a richiesta degli interessati e fatte le debite valutazioni, deve autorizzare l’eventuale protrazione d’orario. Ringraziamo il Comm. MASSIMILIANO PIRRAZZO, C.te della P.M. di Brandizzo ( TO ) per la collaborazione
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