Si vitam inspicias hominum, si denique mores, cum culpant alios: nemo sine crimine vivit. 

                   

11.09.2012 Quesito: Liberalizzazione orari commercio, pubblici esercizi ed altre attività L’art. 31 c. 1 del D.L. 201/2011 c.d. decreto Salva-Italia convertito nella legge 214/2011 sulla disciplina dell’apertura e chiusura delle attività commerciali, si riferisce alle sole attività individuate dal D. Lgs. 114/98 ed a quelle di somministrazione di alimenti e bevande di cui alla L. 287/91 come modificate dal D. Lgs. 59/2010, oppure, incide anche sulla disciplina dell’apertura e chiusura degli acconciatori, degli estetisti, degli esercizi in cui si praticano i giochi pubblici quali ad es. sale gioco? Inoltre, si possono ritenere incluse in questa liberalizzazione anche le discoteche e i pubblici esercizi che effettuano ascolto di musica dal vivo? Considerato che la disciplina legislativa recata dal decreto Salva-Italia è finalizzata alla tutela del principio di concorrenza, della libertà di impresa e di iniziativa economica privata dovrebbe venir meno il vincolo e l’obbligo in materia di apertura e chiusura degli esercizi per tutte le attività? Infine, la liberalizzazione degli orari è riferita anche ai mercati settimanali? Risposta In primo luogo, è necessario esaminare la normativa alla quale dovremo far riferimento per passare, poi, alla risposta al Suo quesito. Il D. L. 4 luglio 2006 n. 223, convertito con modificazioni dalla legge 4 agosto 2006 n. 248 all’art. 3, recante "Regole di tutela della concorrenza nel settore della distribuzione commerciale", aveva individuato limiti e prescrizioni che non potevano essere imposti alle attività commerciali e di somministrazione di alimenti e bevande, al fine di garantire il corretto funzionamento del mercato ed assicurare ai consumatori le medesime condizioni di accessibilità all’acquisto dei prodotti e servizi su tutto il territorio nazionale. Successivamente, nell’ambito della predisposizione di normativa per la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali e di somministrazione, i l D. L. 8 luglio 2011 n. 98, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011 n. 111, con l’art. 35, comma 6, aveva aggiunto la lettera d-bis al predetto art. 3, comma 1, di seguito riportato: "d-bis, in via sperimentale, il rispetto degli orari di apertura e di chiusura, l'obbligo della chiusura domenicale e festiva, nonché quello della mezza giornata di chiusura infrasettimanale dell'esercizio ubicato nei comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d'arte". Tale lettera è stata ancora modificata, sempre perseguendo la finalità di liberalizzare del tutto gli orari degli esercizi commerciali, dal decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla legge 22 dicembre 2011 n. 214 che, all’art. 31 ha stabilito di sopprimere le parole "in via sperimentale" e "ubicato nei comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d'arte" (sopra riportate in rosso). Pertanto, a seguito delle citate modificazioni, il testo dell’art. 3 della legge 248/06 è il seguente: "Art. 3. - Regole di tutela della concorrenza nel settore della distribuzione commerciale 1. Ai sensi delle disposizioni dell'ordinamento comunitario in materia di tutela della concorrenza e libera circolazione delle merci e dei servizi ed al fine di garantire la libertà di concorrenza secondo condizioni di pari opportunità ed il corretto ed uniforme funzionamento del mercato, nonché di assicurare ai consumatori finali un livello minimo ed uniforme di condizioni di accessibilità all'acquisto di prodotti e servizi sul territorio nazionale, ai sensi dell'articolo 117, comma secondo, lettere e) ed m), della Costituzione, le attività commerciali, come individuate dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, e di somministrazione di alimenti e bevande sono svolte senza i seguenti limiti e prescrizioni: .... (omissis) ............... d-bis) il rispetto degli orari di apertura e di chiusura, l'obbligo della chiusura domenicale e festiva, nonchè quello della mezza giornata di chiusura infrasettimanale dell'esercizio". Per quanto innanzi evidenziato, ne consegue che la liberalizzazione degli orari di apertura e chiusura, di cui alla predetta lettera d-bis), è da riferirsi alle attività di commercio e di somministrazione di alimenti e bevande. Per tutte le altre attività individuate nel quesito, quali acconciatori, estetisti, sale giochi, intrattenimento, discoteche e simili, la disciplina degli orari rimane nella competenza del Sindaco ai sensi dell’art. 50 del D. Lgs. 267/2000 (Tuel). Infine, per le attività di commercio sulle aree pubbliche e, in particolare, per i mercati, ricordiamo che il citato art. 3 è riferito genericamente alle "attività commerciali, come individuate dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114"; poiché tale decreto disciplina sia quelle esercitate su aree private che quelle esercitate su aree pubbliche, ne consegue che anche per queste ultime trova applicazione la liberalizzazione degli orari. Ringraziamo MICHELE PEZZULLO, C.te della P.M. di Casoria, per la collaborazione

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